Immagine con bilancia e fascicoli giudiziari, testo “Liquidazione controllata 2025 – Come funziona e quando conviene”

Liquidazione controllata 2025: come funziona e quando conviene

Nel 2025 la liquidazione controllata diventa una delle procedure più utilizzate per risolvere situazioni di sovraindebitamento in modo trasparente e sostenibile. È la naturale evoluzione del vecchio “fallimento personale” introdotto dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019) e rappresenta il percorso più realistico per chi non può più onorare i propri debiti ma vuole ricominciare.

Questa guida spiega in modo chiaro come funziona la liquidazione controllata 2025, chi può richiederla, quali sono i vantaggi e in quali casi conviene attivarla per ottenere anche l’esdebitazione finale.

  1. Cos’è la liquidazione controllata
  2. Chi può richiederla
  3. Requisiti principali
  4. Come funziona la procedura
    1. 1️⃣ Presentazione della domanda
    2. 2️⃣ Nomina del liquidatore
    3. 3️⃣ Vendita dei beni
    4. 4️⃣ Chiusura e possibile esdebitazione
  5. Durata media
  6. Debiti inclusi
  7. Quando conviene
  8. Esempio pratico
  9. Vantaggi della liquidazione controllata
  10. Domande frequenti
    1. Posso mantenere la casa?
    2. Serve un avvocato?
    3. Cosa succede ai debiti fiscali?
  11. Conclusione
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Cos’è la liquidazione controllata

La liquidazione controllata è una procedura giudiziale che consente di cancellare i debiti insostenibili attraverso la vendita dei beni del debitore sotto la supervisione del Tribunale e dell’OCC (Organismo di Composizione della Crisi). In cambio della cessione del proprio patrimonio, il debitore può ottenere – una volta chiusa la procedura – la liberazione completa dai debiti residui.

È regolata dagli articoli 268 e seguenti del Codice della crisi e si applica alle persone fisiche non fallibili, ai piccoli imprenditori e ai professionisti.

Chi può richiederla

Nel 2025 possono accedere alla liquidazione controllata:

  • le persone fisiche sovraindebitate (consumatori, lavoratori autonomi, ex imprenditori);
  • le imprese individuali non soggette a fallimento;
  • gli eredi di debitori defunti, se la massa ereditaria è insufficiente a coprire i debiti;
  • chi ha già fallito in passato ma ha rispettato le prescrizioni del Tribunale.

Requisiti principali

  • Debiti complessivi non superiori a 500.000 €;
  • Assenza di condanne per frodi o reati fiscali;
  • Collaborazione con l’OCC e dichiarazione veritiera dei beni e dei redditi;
  • Buona fede e comportamento corretto verso i creditori.

Come funziona la procedura

La procedura di liquidazione controllata si articola in quattro fasi:

1️⃣ Presentazione della domanda

Il debitore, assistito da un OCC, presenta un’istanza al Tribunale del luogo di residenza, allegando la documentazione patrimoniale e l’elenco dei debiti.

2️⃣ Nomina del liquidatore

Il Tribunale nomina un liquidatore giudiziale che gestisce la vendita dei beni, i rapporti con i creditori e la formazione dello stato passivo.

3️⃣ Vendita dei beni

Tutti i beni non necessari alla vita quotidiana vengono venduti, inclusi immobili, veicoli, conti correnti e beni di valore. Le somme ricavate sono destinate alla soddisfazione parziale dei creditori.

4️⃣ Chiusura e possibile esdebitazione

Una volta completata la procedura e verificata la buona fede del debitore, il Tribunale può concedere l’esdebitazione, cioè la cancellazione di tutti i debiti non pagati.

Durata media

La liquidazione controllata dura in media 3 anni, ma può essere chiusa prima se il patrimonio è di modesta entità o se il debitore non possiede beni significativi. Nei casi più complessi (immobili da vendere o crediti pendenti) può estendersi fino a 5 anni.

Debiti inclusi

Sono ammessi alla liquidazione controllata quasi tutti i debiti, compresi quelli fiscali e previdenziali:

  • cartelle esattoriali e tributi locali;
  • debiti verso INPS e INAIL;
  • mutui, prestiti e finanziamenti bancari;
  • utenze e fornitori commerciali;
  • debiti verso privati o parenti (se documentati).

Restano esclusi solo i debiti da alimenti, le multe penali e le condanne civili per dolo.

Quando conviene

La liquidazione controllata conviene quando:

  • il debitore non ha più redditi o beni sufficienti per proporre un piano del consumatore;
  • non è possibile raggiungere un accordo con i creditori;
  • si desidera ottenere una esdebitazione finale e ricominciare da zero;
  • i beni posseduti non hanno un valore elevato rispetto ai debiti.

Esempio pratico

Francesco, artigiano in difficoltà, ha accumulato 120.000 € di debiti. Non potendo proporre un piano di rientro, si rivolge all’OCC e avvia la liquidazione controllata. Dopo la vendita di un’auto e alcuni attrezzi, il Tribunale chiude la procedura e gli concede l’esdebitazione. In tre anni Francesco riparte libero da ogni debito.

Vantaggi della liquidazione controllata

  • Sospensione automatica di tutti i pignoramenti e delle azioni esecutive;
  • Possibilità di cancellare tutti i debiti residui dopo la chiusura;
  • Supervisione del Tribunale e tutela del debitore onesto;
  • Procedura chiara, con costi limitati e tempi definiti.

Domande frequenti

Posso mantenere la casa?

Sì, se è l’unica abitazione di residenza e il giudice la ritiene indispensabile alla vita familiare, il bene può essere escluso dalla liquidazione.

Serve un avvocato?

Non obbligatoriamente, ma è consigliato per coordinare il lavoro con l’OCC e presentare eventuali opposizioni in Tribunale.

Cosa succede ai debiti fiscali?

I debiti verso l’Agenzia delle Entrate vengono trattati come gli altri crediti. Se non completamente pagati, possono essere cancellati con l’esdebitazione finale.

Conclusione

La liquidazione controllata 2025 è una procedura trasparente e accessibile per chi vuole uscire da una situazione di debiti gravi in modo legale. Rappresenta un ponte tra la crisi e la rinascita, offrendo la possibilità di cancellare il passato e ripartire con dignità.

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