Introduzione
Quante volte hai sentito parlare di “pace fiscale” senza capirne bene i dettagli? Nel 2026 potrebbe arrivare l’occasione giusta per regolarizzare i propri debiti con il Fisco a condizioni agevolate. La bozza della Legge di Bilancio 2026, approvata dal Consiglio dei Ministri il 17 ottobre 2025, contiene la rottamazione quinquies, la quinta sanatoria fiscale dal 2016. Questa nuova versione della rottamazione promette di estinguere le cartelle esattoriali di milioni di contribuenti in difficoltà, cancellando sanzioni e interessi e concedendo un piano di rientro fino a 9 anni. Se hai debiti affidati all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione fra il 2000 e il 2023, questo articolo fa al caso tuo.
Oltre a spiegarti come funziona la nuova rottamazione, troverai consigli pratici per presentare la domanda, evitare le trappole e risparmiare al massimo. Alla fine ti offriremo anche la possibilità di parlare con un professionista per verificare la tua posizione e preparare la domanda in tempo. Non lasciarti sfuggire questa occasione: continua a leggere e scopri se puoi davvero “pagare il Fisco in 9 anni”.
- Introduzione
- Che cos’è la rottamazione quinquies?
- Chi può aderire (e chi è escluso)
- Quali debiti rientrano nella sanatoria
- Come funziona il pagamento: 54 rate fino al 2035
- Come presentare la domanda: procedure e scadenze
- Effetti della presentazione e cause di decadenza
- Perché conviene aderire
- Domande frequenti
- Conclusioni
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Che cos’è la rottamazione quinquies?
La rottamazione quinquies è una definizione agevolata dei carichi pendenti presso l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione. Si tratta di una misura temporanea prevista nella bozza della Legge di Bilancio 2026 (articolo 23). Permetterà ai contribuenti di chiudere i debiti iscritti a ruolo (cartelle esattoriali) affidati all’Agenzia dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. In pratica, rappresenta una sanatoria sulle somme non pagate ma comunque dichiarate, con l’abbattimento delle sanzioni, degli interessi di mora e dell’aggio.
È stata denominata “quinquies” perché segue le quattro edizioni precedenti (la rottamazione ter del 2016‑2018, la rottamazione quater del 2023, ecc.). L’obiettivo del Governo è di offrire ai contribuenti una via d’uscita per regolarizzare le proprie posizioni, recuperando almeno il capitale dovuto senza gravare ulteriormente sulle famiglie e le imprese già in difficoltà.
Un paragone con le rottamazioni precedenti
Rispetto alla “quater”, la rottamazione quinquies presenta differenze importanti:
- Durata più lunga: permette di dilazionare il pagamento in 54 rate bimestrali (nove anni), mentre la quater prevedeva un massimo di 18 rate.
- Niente maxi‑rata iniziale: non è prevista una rata minima iniziale; le rate sono tutte di pari importo.
- Plate imposta selezionata: possono aderire solo i contribuenti che hanno presentato le dichiarazioni ma non hanno pagato; chi non ha mai dichiarato è escluso.
- Migliore coordinamento con gli enti locali: tributi locali e multe possono essere inclusi se l’ente decide di aderire alla definizione agevolata.
Queste caratteristiche rendono la nuova sanatoria più accessibile per chi ha debiti importanti ma ha sempre dichiarato correttamente i redditi.
Chi può aderire (e chi è escluso)
La rottamazione quinquies non è un regalo a tutti: la norma seleziona una platea specifica.
Ammessi
- Contribuenti (persone fisiche e imprese) che hanno presentato la dichiarazione dei redditi ma non hanno versato le imposte dovute. Rientrano anche coloro che hanno ricevuto un avviso bonario o un accertamento per omesso versamento.
- Debitori di contributi previdenziali dovuti all’INPS (ma solo i contributi non pagati in seguito alle dichiarazioni, non quelli richiesti dopo un accertamento).
- Decaduti dalle rottamazioni precedenti (ter, quater, ecc.) per i carichi affidati dal 2000 al 2022; le loro cartelle possono essere ripescate nella quinquies.
- Debiti locali e multe: possono rientrare anche tributi comunali (IMU, TARI, ecc.) e sanzioni stradali, ma solo se il comune o l’ente locale decide di aderire, definendo quali sanzioni o interessi cancellare.
Esclusi
- Chi non ha presentato la dichiarazione dei redditi: chi omette la dichiarazione resta fuori, indipendentemente dall’anno.
- Cartelle derivanti da controlli definitivi: i debiti già oggetto di accertamenti passati in giudicato sono esclusi.
- Contribuenti in regola con la rottamazione quater: se al 30 settembre 2025 sono stati pagati correttamente gli importi della quater, quei debiti non possono essere inseriti nella quinquies. Tuttavia, altri carichi non rottamati in precedenza possono essere inclusi.
Comprendere se si rientra nella platea degli ammessi è il primo passo per decidere se aderire. In caso di dubbio è consigliabile rivolgersi a un professionista.
Quali debiti rientrano nella sanatoria
Gli importi che è possibile rottamare riguardano, in generale, il capitale delle imposte dovute, mentre vengono azzerate sanzioni, interessi di mora e aggio. Più nello specifico:
- Imposte dirette e indirette (IRPEF, IRES, IVA) risultanti dalle dichiarazioni annuali presentate, ma non versate.
- Contributi previdenziali INPS non versati dopo la dichiarazione.
- Tributi locali (IMU, TARI, TASI) e multe se l’ente locale aderisce alla rottamazione. Gli enti possono decidere se cancellare solo le sanzioni, solo gli interessi o entrambi.
- Debiti da avvisi bonari e accertamenti. Possono rientrare anche gli importi risultanti da controlli formali (accertamenti), purché derivino da un’omissione di versamento e non da un’evasione totale.
Restano fuori le cartelle relative a imposte già accertate con sentenze definitive o a tributi non menzionati (ad esempio IRAP e addizionali regionali).
Come funziona il pagamento: 54 rate fino al 2035
Una delle novità più interessanti è la possibilità di spalmare il pagamento su 54 rate bimestrali, pari a nove anni. Questo consente di ridurre l’importo di ogni rata e rendere più sostenibile il rientro. Vediamo in dettaglio:
Piani di pagamento
- Unica soluzione: versamento di tutto l’importo entro il 31 luglio 2026.
- Rateizzazione: massimo 54 rate bimestrali di pari importo. Le prime tre rate scadono il 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026. Dal 2027 si paga il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno. Le ultime tre rate cadono il 31 gennaio, 31 marzo e 31 maggio 2035.
Importo minimo
Ogni rata deve essere di almeno 100 euro. Ciò significa che chi ha un debito complessivo di 5 000 € potrà dilazionarlo al massimo in 50 rate, non in 54.
Interessi
Sulle rate si applicano interessi legali al 4 % annuo a partire dal giorno successivo al pagamento della prima rata, ossia dal 1 agosto 2026. Sebbene non ci siano sanzioni, l’incidenza degli interessi per i piani lunghi deve essere considerata nel calcolo complessivo.
Esempio pratico
Immaginiamo un debito rottamabile di 12 000 €. Se scegli la rata unica paghi 12 000 € entro il 31 luglio 2026 e chiudi il debito. Se invece scegli 54 rate, l’importo base è circa 222 € a rata (12 000 € / 54). Dal 1 agosto 2026 si applica il 4 % di interessi sulle rate residue, quindi l’importo sale progressivamente. Scegliere la dilazione riduce la pressione sul budget mensile, ma aumenta il costo totale. Un professionista può aiutarti a calcolare la soluzione più conveniente.
Come presentare la domanda: procedure e scadenze
Presentare la domanda richiede attenzione. Ecco i passaggi previsti dalla bozza di legge:
- Consulta i carichi definibili: l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione metterà a disposizione sul proprio portale, entro 20 giorni dall’entrata in vigore della legge, l’elenco dei carichi affidati che possono essere rottamati.
- Compila la domanda online: si presenta in modalità esclusivamente telematica accedendo all’area riservata dell’Agenzia con SPID, CIE o CNS. Dovrai indicare:
- I carichi che vuoi definire;
- Il numero di rate (fino a 54);
- Eventuali giudizi pendenti, impegnandoti a rinunciare a proseguire l’impugnazione.
- Scadenza per l’invio: la domanda dovrà essere presentata entro il 30 aprile 2026money.it. È consigliabile non aspettare l’ultimo giorno, perché l’afflusso massiccio potrebbe rallentare la piattaforma.
- Attendi la comunicazione delle somme dovute: entro il 30 giugno 2026 l’Agenzia invierà via PEC o in area riservata l’elenco delle somme da pagare, con indicazione del piano rateale prescelto, dell’importo delle singole rate (che non può essere inferiore a 100 €) e delle scadenze.
- Procedi con il pagamento: potrai pagare:
- Con domiciliazione bancaria;
- Attraverso moduli precompilati forniti dall’Agenzia;
- Presso gli sportelli dell’Agente della riscossione.
Ricorda: la procedura sarà completata solo con l’invio telematico della domanda. Chi presenta più carichi potrà inviare anche più domande distinte.
Effetti della presentazione e cause di decadenza
Effetti positivi
Una volta presentata la domanda, per i carichi inclusi scattano diversi benefici:
- Sospensione dei termini di prescrizione e decadenza.
- Sospensione dei pagamenti dovuti per dilazioni pregresse fino alla scadenza della prima rata.
- Stop a nuove ipoteche e fermi amministrativi; non possono essere avviate ulteriori procedure esecutive, né proseguite quelle già iniziate.
- Non si è considerati inadempienti, per cui il contribuente può ottenere il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva).
Questi effetti rendono vantaggiosa la presentazione della domanda anche prima del pagamento effettivo delle rate.
Decadenza
Il contribuente decade dalla rottamazione e perde tutti i benefici se:
- Non paga l’unica rata o
- Omesso pagamento di almeno due rate (anche non consecutive).
In caso di decadenza, tutti i debiti residui tornano immediatamente esigibili e non sarà più possibile rateizzarli. È quindi fondamentale pianificare correttamente i pagamenti.
Perché conviene aderire
La rottamazione quinquies offre diversi vantaggi rispetto al pagamento ordinario:
- Azzeramento di sanzioni e interessi di mora: si paga solo il capitale e le spese di notifica.
- Piano di rientro lungo e flessibile: 9 anni di tempo e importo minimo di 100 € a rata.
- Possibilità di includere tributi locali e multe, se gli enti decidono di aderire.
- Sospensione delle procedure esecutive e nessun nuovo fermo o ipoteca.
- Regolarizzazione della propria posizione: consente di ottenere il DURC e partecipare a bandi o gare d’appalto.
Quando potrebbe non convenire
Ci sono però casi in cui la rottamazione non è la soluzione ideale:
- Debiti di importo molto basso: se il debito è inferiore a poche centinaia di euro, le spese di presentazione della domanda e gli interessi al 4 % potrebbero superare il vantaggio.
- Fondi disponibili per l’unica soluzione: se hai liquidità sufficiente a pagare tutto il debito entro il 31 luglio 2026, potresti risparmiare sull’interesse del 4 %.
- Debiti non dichiarati: chi non ha mai presentato la dichiarazione non potrà aderiremoney.it; per questi soggetti restano solo gli ordinari piani di rateizzazione o altre forme di definizione.
Prima di decidere è bene valutare l’ammontare complessivo, il risparmio effettivo e la propria capacità di rispettare le scadenze.
Domande frequenti
La rottamazione quinquies riguarda anche i debiti iscritti dopo il 2023?
No, i carichi devono essere stati affidati all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione entro il 31 dicembre 2023
Posso aderire se ho già aderito alla rottamazione quater?
Sì, ma solo per le cartelle non incluse nella quater o se si è decaduti dai benefici della quater. Chi è in regola con i pagamenti della quater non può rottamare nuovamente gli stessi debiti
Cosa succede se non pago due rate?
In caso di omesso pagamento di almeno due rate, anche non consecutive, si decade dalla definizione agevolata e il debito residuo deve essere saldato in un’unica soluzione
Servono documenti aggiuntivi per la domanda?
La domanda si presenta online e richiede l’identità digitale (SPID, CIE o CNS). Tuttavia è consigliabile tenere a disposizione i dati delle cartelle, le eventuali rateizzazioni in corso e le informazioni su procedimenti giudiziari pendenti.
Posso cedere la rateizzazione a un terzo?
No, la rateizzazione è personale. Puoi però delegare un professionista o un intermediario abilitato a presentare la domanda per tuo conto.
Conclusioni
La rottamazione quinquies rappresenta una opportunità senza precedenti per chi vuole liberarsi di vecchi debiti fiscali. Pagare il Fisco in nove anni, senza sanzioni né interessi di mora e con la possibilità di ricominciare da zero, è un’occasione da non perdere. Tuttavia la procedura nasconde insidie: non tutti i debiti sono inclusi, ci sono scadenze precise e la pianificazione del piano di rientro richiede competenze.
Se stai valutando di aderire alla rottamazione quinquies o non sai se rientri tra i beneficiari, non aspettare l’ultimo momento. L’Agenzia aprirà le domande solo pochi mesi prima delle prime scadenze e i professionisti saranno subissati di richieste.
Contattaci per conoscere:
- Verificare la tua posizione e i carichi che possono essere rottamati;
- Calcolare il piano di rientro più conveniente (unica soluzione o rateizzazione);
- Preparare e inviare la domanda all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione entro i termini;
- Fornirti un modello di domanda precompilato per velocizzare la procedura;
- Seguirti fino al completamento del pagamento e alla chiusura delle cartelle.


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