Una proposta di legge appena depositata in Senato (DDL 978/2025) sta facendo molto discutere.
L’obiettivo? Rendere più rapida la riscossione dei crediti civili.
Ma la riforma apre anche scenari inquietanti: il pignoramento automatico, cioè la possibilità di subire il sequestro di beni o conti senza l’intervento preventivo del giudice.
Per milioni di cittadini e microimprese questa novità potrebbe segnare un punto di non ritorno: una giustizia più veloce per i creditori, ma meno garantista per chi è già in difficoltà.
- Cosa prevede il DDL 978/2025
- 💡 Esempio pratico
- Chi riguarda la riforma
- Perché nasce la proposta
- Le critiche e i rischi per i cittadini
- Il contesto europeo
- Le voci dal Parlamento
- Come può difendersi il debitore
- Cosa fare subito se hai debiti in corso
- Riepilogo in 60 secondi
- Impatti economici e sociali
- Confronto con la Rottamazione Quinquies
- Conclusione
- Scopri di più
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Cosa prevede il DDL 978/2025
La proposta, a prima firma della senatrice Erika Stefani (Lega), introduce una procedura semplificata di recupero crediti per importi di modesta entità (entro la competenza del giudice di pace, circa 10.000 €).
In sintesi:
- Il creditore incarica un avvocato di inviare una lettera di intimazione al debitore.
- Nella comunicazione devono essere indicati il titolo del credito (fattura, contratto, bolletta) e la data di scadenza.
- Il debitore ha 40 giorni per pagare, chiedere una rateizzazione o fare opposizione.
- Se non agisce entro il termine, scatta automaticamente il pignoramento dei beni, del conto corrente o dei crediti presso terzi, senza passare dal giudice.
Secondo i promotori, questa semplificazione consentirebbe alle imprese di recuperare più velocemente le somme dovute e ridurre il carico dei tribunali civili.
💡 Esempio pratico
Immagina un artigiano con una piccola officina.
A causa di un ritardo nei pagamenti di alcuni clienti, non riesce a saldare una bolletta del gas da 950 €.
Oggi, il fornitore dovrebbe rivolgersi al giudice di pace, ottenere un decreto ingiuntivo e poi avviare la procedura di pignoramento: mesi di attesa e spese legali importanti.
Con la nuova norma, invece, basterebbe l’intimazione dell’avvocato del creditore: trascorsi 40 giorni senza risposta, scatterebbe il pignoramento automatico.
Un meccanismo che, secondo le associazioni dei consumatori, rischia di trasformare un semplice disguido in un’esecuzione forzata immediata.
Chi riguarda la riforma
Il DDL 978/2025 interessa in particolare:
- Persone fisiche e microimprese con debiti fino a 10.000 €.
- Fornitori di utenze (luce, gas, acqua) e servizi digitali.
- Agenzie di recupero crediti e compagnie assicurative.
- Crediti non bancari (niente mutui o prestiti classici).
Restano esclusi i debiti fiscali e i mutui ipotecari, ma alcuni esperti temono che la norma possa diventare un “cavallo di Troia” per estendere l’automatismo anche ad altri ambiti.
Perché nasce la proposta
I promotori sostengono che la giustizia civile italiana è troppo lenta:
in media servono oltre 800 giorni per chiudere una causa di recupero crediti.
Il DDL 978/2025, spiegano, mira a “garantire certezza del credito e liquidità alle imprese”, riducendo i costi per ottenere un titolo esecutivo.
Un obiettivo condivisibile, ma che apre un dibattito delicato: dove finisce l’efficienza e dove comincia l’abuso?
Le critiche e i rischi per i cittadini
Le associazioni Altroconsumo e Codacons, insieme a diversi giuristi, hanno espresso forti perplessità.
“Il pignoramento automatico, senza un controllo giudiziario,
rischia di violare il diritto di difesa previsto dall’articolo 24 della Costituzione.”
— Avv. Giovanni Tedesco, esperto in diritto civile
Le principali criticità evidenziate:
- Riduzione delle garanzie processuali per chi riceve l’intimazione.
- Possibili abusi da parte di società di recupero crediti aggressive.
- Effetto intimidatorio su cittadini fragili o anziani.
- Rischio di pignoramenti errati, in assenza di un filtro preventivo.
Il contesto europeo
In Europa, procedure simili esistono già — ma con regole più rigide.
In Germania, ad esempio, il creditore può richiedere un’ingiunzione di pagamento automatizzata, ma solo tramite un portale telematico pubblico e con controlli sui documenti allegati.
Nei Paesi Bassi e in Francia la procedura è vincolata all’autenticazione digitale e al diritto di replica del debitore.
L’Italia, invece, non dispone ancora di un’infrastruttura digitale comparabile: affidare tutto al rapporto tra creditore e avvocato rischia di creare asimmetrie di potere, senza garanzie reali per chi non ha mezzi legali.
“La semplificazione non deve trasformarsi in automatismo.
Il giudice non è un ostacolo, ma una garanzia.”
— Maria Serra, presidente Adusbef
La Commissione Europea, nei suoi report 2025, ha invitato gli Stati membri a semplificare le cause civili, ma “garantendo l’effettivo diritto di difesa e la proporzionalità dell’esecuzione forzata”.
Le voci dal Parlamento
Secondo la relatrice Stefani, il disegno di legge “non mira a colpire i cittadini, ma a velocizzare i tempi della giustizia civile”.
Tuttavia, anche alcuni senatori della maggioranza hanno chiesto modifiche: si valuta l’introduzione di una soglia minima di 1.000 € e l’obbligo di PEC o raccomandata con ricevuta digitale, per evitare contestazioni.
Il dibattito in Commissione Giustizia proseguirà fino a novembre 2025, con probabile approvazione entro l’inizio 2026.
Come può difendersi il debitore
Se ricevi una lettera di intimazione di pagamento, ricorda che non sei senza difese.
Ecco i passaggi chiave per reagire in tempo:
1. Controlla la legittimità del credito
Verifica che l’importo, la data e il mittente siano corretti.
Richiedi copia del contratto o della fattura che dimostra il debito.
2. Agisci entro 40 giorni
Il termine è perentorio: trascorso quel periodo, il pignoramento diventa automatico.
Meglio rispondere per iscritto, anche solo per chiedere una dilazione.
3. Rivolgiti a un professionista
Un avvocato o un OCC (Organismo di Composizione della Crisi) può aiutarti a proporre opposizione, mediazione o rateizzazione.
Se la tua situazione economica è compromessa, valuta la procedura di sovraindebitamento o la liquidazione controllata (che può azzerare i debiti impagabili).
4. Conosci i tuoi limiti di impignorabilità
Restano esclusi dal pignoramento:
- la prima casa non di lusso;
- gli strumenti di lavoro;
- una quota minima di stipendio o pensione (pari al minimo vitale).
Cosa fare subito se hai debiti in corso
Non aspettare che arrivi una lettera di intimazione.
Ecco quattro mosse preventive per proteggerti:
1️⃣ Controlla la tua posizione debitoria
Accedi al portale dell’Agenzia delle Entrate o del tuo comune per verificare eventuali cartelle.
2️⃣ Negozia una rateizzazione volontaria
Molte aziende preferiscono un piano di rientro a un contenzioso legale.
(👉 Qui puoi inserire un link affiliato a un servizio di mediazione o consulenza legale online.)
3️⃣ Rivolgiti a un OCC provinciale
È gratuito e riconosciuto dallo Stato. Ti aiuta a ottenere la sospensione dei pignoramenti o l’esdebitazione.
(👉 Possibile link affiliato a una guida PDF o consulenza OCC.)
4️⃣ Tieni traccia di ogni comunicazione
Non ignorare PEC o raccomandate: un silenzio può equivalere a consenso.
In tema di debiti, la prevenzione è la vera forma di difesa.
Riepilogo in 60 secondi
✅ Il DDL 978/2025 introduce il pignoramento automatico senza giudice.
⏳ Dopo 40 giorni di silenzio, scatta l’esecuzione forzata.
💰 Riguarda debiti civili fino a 10.000 €.
🚫 Esclusi mutui e debiti fiscali.
🛡️ Restano valide le tutele per i beni essenziali e i debitori in crisi certificata.
Impatti economici e sociali
Secondo le stime dell’Ufficio studi di Confesercenti, il nuovo sistema potrebbe interessare oltre 4 milioni di famiglie e 1,2 milioni di microimprese.
L’effetto immediato sarebbe una riduzione dei tempi di recupero crediti da 180 giorni a 60, ma anche un potenziale aumento delle controversie legali post-pignoramento.
Gli esperti invitano il Governo a introdurre:
- un registro telematico nazionale dei pignoramenti,
- un numero verde di assistenza legale,
- e una campagna informativa pubblica per evitare abusi.
Confronto con la Rottamazione Quinquies
Molti osservatori vedono in parallelo tra il pignoramento automatico e la futura Rottamazione Quinquies 2026: due facce della stessa medaglia fiscale.
Da un lato, lo Stato accelera la riscossione; dall’altro, offre vie di regolarizzazione ai contribuenti.
Ma le famiglie più fragili, spesso escluse da sanatorie e incapaci di pagare, rischiano di essere le prime vittime della nuova efficienza.
👉 Per questo motivo, Uscire dal Debito continuerà a monitorare ogni passaggio della riforma, fornendo guide e modelli gratuiti per difendersi legalmente.
Conclusione
La riforma del pignoramento automatico rappresenta una svolta epocale per il diritto civile italiano.
Più velocità e certezza del credito, ma meno tempo per difendersi.
Se non saranno introdotte garanzie adeguate, il rischio è una giustizia automatica che colpisce chi è già in difficoltà.
Chi ha debiti, anche piccoli, deve imparare a muoversi con consapevolezza:
informarsi, reagire subito alle comunicazioni, cercare aiuto professionale e sfruttare gli strumenti di legge come l’esdebitazione.
Scopri di più
👉 Leggi la guida completa su come difendersi da un pignoramento:
usciredaldebito.com/pignoramento-come-difendersi
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🔄 Aggiornamento – 21 ottobre 2025:
Il Governo ha chiarito che la riforma sul pignoramento automatico riguarderà, almeno per ora, solo le imprese.
👉 Leggi il nuovo approfondimento:
Pignoramento automatico 2025: la legge sarà davvero solo per le imprese?


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