Chi ha debiti molto elevati, non più sostenibili, può valutare una procedura legale specifica: la liquidazione controllata.
Si tratta di un percorso regolato dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza che permette di azzerare i debiti in cambio della liquidazione del patrimonio.
In questa guida completa vedremo:
- cos’è la liquidazione controllata e come funziona;
- chi può richiederla e in quali casi conviene;
- i vantaggi e i rischi;
- esempi pratici;
- domande frequenti.
- Cos’è la liquidazione controllata
- Chi può accedere alla liquidazione controllata
- Quando conviene davvero chiedere la liquidazione controllata
- Vantaggi della liquidazione controllata
- Svantaggi e rischi
- Come si presenta la domanda
- Esempio pratico
- Differenza con le altre procedure di sovraindebitamento
- Errori da evitare
- FAQ
- Conclusioni
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Cos’è la liquidazione controllata
La liquidazione controllata è una procedura concorsuale prevista per i soggetti sovraindebitati (persone fisiche, famiglie, piccoli imprenditori, professionisti) che non possono più far fronte ai propri debiti.
Con questa procedura:
- il tribunale nomina un liquidatore che gestisce il patrimonio del debitore;
- i beni vengono venduti per soddisfare i creditori;
- al termine, i debiti residui vengono cancellati.
👉 In altre parole: il debitore perde i beni, ma ottiene la possibilità di ripartire da zero senza più debiti.
Chi può accedere alla liquidazione controllata
Può chiedere la liquidazione controllata chi:
- non è fallibile (cioè non è un grande imprenditore);
- si trova in stato di sovraindebitamento grave;
- non riesce a proporre piani di rientro sostenibili.
I soggetti ammessi sono:
- privati e famiglie con debiti insostenibili;
- professionisti e lavoratori autonomi;
- piccoli imprenditori che non superano le soglie del fallimento;
- imprese agricole;
- enti del terzo settore.
Quando conviene davvero chiedere la liquidazione controllata
La liquidazione controllata non è per tutti. Conviene in alcuni casi specifici:
1. Debiti troppo alti rispetto al reddito
Se l’importo è talmente elevato da non poter essere rimborsato in alcun modo, nemmeno con un piano decennale.
2. Assenza di un reddito stabile
Chi non ha entrate regolari non può sostenere piani di rientro o accordi di saldo e stralcio.
3. Impossibilità di ottenere accordi con i creditori
Se banche e finanziarie rifiutano trattative, la liquidazione diventa l’unica via.
4. Presenza di un patrimonio liquidabile
Conviene se si hanno beni (immobili, auto, terreni) che possono essere venduti per soddisfare i creditori.
5. Obiettivo di un “fresh start”
Chi vuole ripartire libero dai debiti, accettando la perdita dei beni, può ottenere la cancellazione totale delle passività.
Vantaggi della liquidazione controllata
- Azzeramento dei debiti residui: al termine, il debitore ottiene l’esdebitazione.
- Intervento del tribunale: garantisce trasparenza e tutela.
- Sospensione delle azioni esecutive: pignoramenti e procedure in corso vengono bloccati.
- Possibilità di ricominciare: senza più il peso dei debiti impossibili da pagare.
Svantaggi e rischi
- Perdita del patrimonio: tutti i beni non necessari alla vita quotidiana vengono liquidati.
- Durata lunga: la procedura può richiedere diversi anni.
- Controllo del tribunale: ogni decisione passa dal liquidatore.
- Segnalazioni nelle banche dati: resteranno tracce di insolvenza per un periodo.
Come si presenta la domanda
- Richiesta al tribunale competente.
- Allegazione di tutta la documentazione (debiti, beni, reddito).
- Valutazione del giudice e nomina del liquidatore.
- Vendita dei beni da parte del liquidatore.
- Riparto ai creditori e successiva esdebitazione del debitore.
Esempio pratico
Giovanni, artigiano, ha accumulato 200.000 euro di debiti tra mutuo, prestiti e cartelle fiscali.
Il suo reddito attuale non gli consente di proporre piani di rientro.
Con la liquidazione controllata, mette a disposizione il suo appartamento e l’auto.
Dopo la vendita, i creditori vengono parzialmente soddisfatti.
Alla fine della procedura, Giovanni ottiene la cancellazione dei debiti residui e può ricominciare da capo.
Differenza con le altre procedure di sovraindebitamento
- Piano del consumatore: mantiene i beni, ma richiede reddito costante.
- Accordo di ristrutturazione dei debiti: prevede l’ok dei creditori.
- Liquidazione controllata: non richiede consenso dei creditori, ma comporta la perdita dei beni.
👉 In sintesi: conviene a chi non ha alternative e vuole ripartire libero.
Errori da evitare
- Pensare che sia una scorciatoia senza sacrifici.
- Nascondere beni → comporta sanzioni gravi.
- Avviare la procedura senza consulenza legale.
- Aspettare troppo: più passano gli anni, più i debiti crescono.
FAQ
1. Quanto dura la liquidazione controllata?
In media da 3 a 5 anni, a seconda della complessità.
2. Perdo anche la prima casa?
Sì, se non è indispensabile e non è l’unico bene abitativo per la famiglia.
3. I debiti fiscali vengono cancellati?
Sì, anche quelli con Agenzia delle Entrate, salvo alcune eccezioni.
4. Quanto costa la procedura?
Ci sono spese di tribunale e compenso del liquidatore, variabili in base al caso.
5. Posso chiederla più volte?
No, si può chiedere solo una volta, salvo eccezioni particolari.
6. Dopo la liquidazione posso accendere nuovi mutui o prestiti?
Non subito: le segnalazioni restano nei sistemi creditizi per alcuni anni.
Conclusioni
La liquidazione controllata è una scelta estrema ma spesso necessaria.
Conviene quando i debiti sono insostenibili e non esistono alternative come piani di rientro o saldo e stralcio.
Accettare la perdita dei beni oggi può significare garantirsi un nuovo inizio domani, senza il peso di debiti impossibili da estinguere.
👉 Continua a seguire il blog Uscire dal Debito per guide pratiche su tutte le procedure di sovraindebitamento.


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