
Introduzione
Sei stato segnalato come cattivo pagatore e ora ti ritrovi in “sofferenza bancaria”? Non sei solo. Molti debitori scoprono solo troppo tardi di essere iscritti nella Centrale Rischi come “in sofferenza”, con gravi conseguenze su mutui, prestiti e rapporti con le banche.
In questo articolo ti spieghiamo cos’è una segnalazione in sofferenza, perché è diversa da altre segnalazioni, quali effetti comporta e soprattutto come uscirne nel 2025.
- Introduzione
- 1. Cos’è una segnalazione in sofferenza
- 2. Differenza tra “sofferenza” e “morosità”
- 3. Conseguenze di una segnalazione in sofferenza
- 4. Quanto dura la segnalazione in sofferenza
- 5. Come uscire da una segnalazione in sofferenza
- 6. Casi pratici (esempi)
- 7. Consigli utili nel 2025
- Conclusione
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1. Cos’è una segnalazione in sofferenza
La segnalazione in sofferenza è la classificazione più grave tra quelle che una banca può fare nei confronti di un debitore. Viene inviata alla Centrale Rischi di Banca d’Italia o ad altre banche dati (come CRIF, CTC, Experian) quando l’ente creditizio ritiene che il cliente non sia più in grado di onorare il debito.
Non è necessaria una sentenza o un atto giudiziario: basta che la banca ritenga, anche unilateralmente, che il credito sia compromesso.
📌 Attenzione: Non è necessario essere in ritardo di molti mesi. In alcuni casi la banca può segnalare anche dopo poche rate saltate, se ritiene la situazione particolarmente critica.
2. Differenza tra “sofferenza” e “morosità”
- Morosità semplice: ritardo nei pagamenti, ma con possibilità concreta di recupero.
- Sofferenza: credito ritenuto non recuperabile, spesso preludio a cause giudiziarie, pignoramenti, o cessioni del credito a società di recupero.
3. Conseguenze di una segnalazione in sofferenza
Una volta segnalato, potresti:
- Non ottenere più prestiti o mutui, anche a distanza di anni.
- Avere difficoltà ad aprire un conto corrente.
- Trovarti il conto pignorato o ricevere visite da società di recupero.
- Essere segnalato anche alle altre banche dati private.
- Subire danni alla reputazione creditizia, anche se il debito era modesto.
4. Quanto dura la segnalazione in sofferenza
- Centrale Rischi Banca d’Italia: la segnalazione resta visibile per 36 mesi (3 anni) dalla regolarizzazione.
- CRIF / Experian / CTC: i tempi variano, ma in media restano fino a 5 anni, anche se hai saldato il debito.
🔁 Importante: Pagare il debito non cancella automaticamente la segnalazione. Va richiesta la rettifica o si deve attendere la cancellazione automatica secondo i tempi previsti.
5. Come uscire da una segnalazione in sofferenza
Esistono 3 principali strategie:
✅ 1. Saldo e stralcio
Accordo con il creditore per chiudere la posizione pagando una parte del debito. È utile soprattutto quando il debito è stato venduto a una società di recupero.
✅ 2. Piano del consumatore o liquidazione controllata (Legge 3/2012)
Se non hai redditi o beni sufficienti, puoi accedere a procedure previste dalla Legge sul sovraindebitamento, con l’aiuto di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi). In molti casi le segnalazioni vengono poi cancellate dopo l’omologazione del piano.
✅ 3. Opposizione alla segnalazione
Se ritieni che la segnalazione sia errata o illegittima, puoi contestarla e rivolgerti all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) o al giudice.
6. Casi pratici (esempi)
- Mario, 47 anni, ex artigiano: segnalato in sofferenza per 23.000 euro dopo il fallimento della sua attività. Ha chiuso il debito con saldo e stralcio pagando 7.000 euro. Dopo 3 anni, la segnalazione è scomparsa e oggi è tornato bancabile.
- Giulia, 32 anni, impiegata: con due prestiti e una carta revolving impagati. Si è rivolta a un OCC e ha ottenuto un piano del consumatore. In 5 anni ha pagato solo il 20% del dovuto, ed è uscita dalla segnalazione.
7. Consigli utili nel 2025
- Controlla regolarmente la tua posizione in CRIF e Centrale Rischi.
- Non ignorare le comunicazioni delle banche: in alcuni casi, puoi evitare la segnalazione concordando una rinegoziazione.
- Valuta un’azione legale se la segnalazione è sproporzionata o illegittima.
- Chiedi una consulenza professionale: un esperto può aiutarti a trovare la soluzione giusta prima che la situazione degeneri.
Conclusione
La segnalazione in sofferenza non è una condanna a vita, ma un ostacolo importante da affrontare con consapevolezza. Con le giuste azioni e un supporto adeguato, è possibile uscirne e ricostruire la propria reputazione creditizia.

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