Foglio con scritto "Busta paga" con immagine di una bilancia inserita in uno scudo stilizzato blu e numero del 20% inserito in una nuvola di conversazione come limite

Pignoramento dello stipendio 2025: limiti aggiornati e come funziona

Introduzione

Il 2025 porta con sé novità importanti nella normativa sul pignoramento dello stipendio. I limiti vengono aggiornati in base all’Assegno Sociale, garantendo il rispetto del minimo vitale. Vediamo insieme le regole aggiornate, quando scatta il pignoramento e come difendersi.


1. Quali sono i limiti per il pignoramento dello stipendio?

Secondo l’art. 545 c.p.c. e gli aggiornamenti per il 2025 in base all’Assegno Sociale, i limiti sono:

  • 5.000 € e oltre → massimo 20% dello stipendio netto
  • 2.501–5.000 € → fino al 14,3% (~1/7) dello stipendio netto
  • Fino a 2.500 € → massimo 10% dello stipendio netto

Queste fasce mirano a tutelare meglio chi percepisce redditi medio-bassi.


2. E per lo stipendio già accreditato sul conto corrente?

Se lo stipendio è già sul conto corrente, si applica la soglia triplo Assegno Sociale. Nel 2024 era 1.616 €, trattenibile fino a circa 384 € se il saldo supera tale importo. La soglia viene aggiornata ogni anno.


3. Cosa dice la Corte Costituzionale sul minimo vitale?

La sentenza n. 248 del 2015 della Corte Costituzionale riguarda la pignorabilità dello stipendio in caso di debiti. La Corte ha stabilito che, a differenza delle pensioni, non esiste una tutela specifica per gli stipendi bassi, e quindi, in caso di pignoramento, non è previsto un importo minimo impignorabile per garantire le esigenze vitali del debitore. 

In dettaglio, la sentenza ha respinto la questione di legittimità costituzionale sollevata in merito all’articolo 545 del codice di procedura civile, che disciplina la pignorabilità dei crediti. La Corte ha affermato che la tutela della certezza dei rapporti giuridici, legata alla protezione del credito, non consente di negare in radice la pignorabilità degli stipendi, ma unicamente di attenuarla per casi specifici individuati dal legislatore. 

In pratica, ciò significa che, se un lavoratore ha uno stipendio basso e viene pignorato, non è previsto un importo minimo esente da pignoramento come invece avviene per le pensioni. La Corte Costituzionale, pur riconoscendo la necessità di tutelare le esigenze vitali del debitore, ha ritenuto che tale tutela non possa tradursi nell’impossibilità di pignorare lo stipendio, ma che spetti al legislatore individuare le modalità per contemperare le esigenze di tutela del credito con quelle del debitore


4. Come funziona la procedura di pignoramento?

  1. Il creditore presenta al tribunale il titolo esecutivo.
  2. Avviene la notifica al debitore e al datore di lavoro o banca.
  3. Il terzo (datore di lavoro o banca) comunica lo stipendio netto entro 10 giorni.
  4. Il giudice autorizza il pignoramento secondo i limiti previsti.
  5. Alla cessazione del rapporto di lavoro il pignoramento decade e va rifatto, se necessario.

5. Più pignoramenti contemporanei: una somma impossibile?

Sì. È possibile avere più pignoramenti simultanei:

  • Cessione del quinto, deleghe, creditori privati e fisco possono scolpire più percentuali…
  • …ma l’importo totale non può superare il 50% (metà dello stipendio netto).

Un caso non tanto raro e vedere, ad esempio, questa contemporaneità:

  1. 1/5 pignoramento da finanziaria
  2. 1/5-1/10 Agenzia delle Entrate-Riscossione
  3. 1/5 alimenti

6. Cosa fare se ricevi un pignoramento 2025

  • Controlla via PEC o raccomandata la notifica ricevuta.
  • Verifica la percentuale applicata alla busta paga o conto.
  • Se eccede i limiti, puoi presentare opposizione all’esecuzione.
  • Puoi affiancare una richiesta di rateizzazione (es. via Legge 3/2012) oppure valutare saldo e stralcio o ristrutturazione del debito.

🛠️ Consiglio pratico

Controlla sempre la percentuale trattenuta e la notifica ricevuta: uno stipendio oltre i 2.500 € può essere pignorato anche oltre il 10%, ma mai oltre il 20%. In caso di errori, opporsi è fondamentale per tutelare la propria dignità economica.